Ed eccomi qui, con il mio piccì rosa sulle ginocchia, seduta sul mio bel divano vintage, il cane acciambellato ai miei piedi e la gattona sul bracciolo. Tu accanto a me, guardi la televisione ed ogni tanto sbirci. Non ho mai festeggiato S. Valentino e nemmeno ho mai comprato un regalo da consegnare nelle mani di chi mi stava accanto, in quel momento. L’anno scorso, però, è stato particolare, ovviamente grazie a te e non a me….Ti sei presentato a casa con una gabbietta rossa che al suo interno conteneva una gattina piccolissima, non ci volevo credere… appena l’ho vista mi sono messa a piangere perchè era uguale identica al mio primo gattone Rudy…e così la nostra famiglia, in qualche modo, è cresciuta ed è stato un S. Valentino inaspettato ed indimenticabile.
Anche quest’anno, mio amore, non ho nessun regalo per te, o meglio, niente di materiale, se non quello che mi sento di scrivere.
Il mio regalo per te saranno solo ed esclusivamente queste parole, le mie parole per dirti che, sei il mio mito, che mi piace un sacco quando mi chiami Principessa, che anche se all’inizio mi sono fatta desiderare parecchio, ero già mezza cotta quando mi hai fatto il bacia mano la prima volta che siamo usciti e che mi sono squagliata, senza fartelo vedere, quando mi hai detto: “Sto per arrivare al Circo Massimo, sto in moto, ho un giubbotto di pelle con un numero dietro….80, come 80 voglia di te!” (che non ha nulla a che fare con il film)
Mi piace quando la mattina esci prima di me e mi vieni a sbaciucchiare mentre dormo, ma anche perchè hai tanta pazienza, perchè quando ti chiedo cento volte di seguito: “Amore, ce la faremo?” tu mi rispondi sempre ridendo: “certo che ce la faremo”. Perchè sopporti tutte le mie parolacce e le mie cadute di stile, che di me fanno tutto, tranne che una Principessa.
Mi piace quando stendi i panni e mi rimproveri perchè io li metto tutti appiccicati, senza senso, e mi sopporti anche se, nel giro di una settimana, ho bucato due volte la stessa ruota della macchina, spaccato il cerchione e strusciato sul cancello del garage mentre si apriva, il tutto per la fretta di passare… e te l’ho confessato solo due giorni fa, quando tu , guardando il parafango hai detto: “Ci hanno strusciato la macchina…”…non ho resistito! Se dovessi fare un paragone potrei dire che, io sono la FRETTA, tu invece la CALMA.
Mi fai troppo ridere quando fai l’imitazione della Vanoni e prendi in giro Eddie Vedder, quando tenti di parlare in inglese, perchè sai che sto in fissa, tanto che, sopporti anche la musica a palla alle 7.00 di mattina che proviene da stazioni anglosassoni salvate sul mio pc, anche se non capisci niente di quello che dicono…
Mi piace guardarti mentre ti fai la barba, quando mi rubi le ciabatte nr. 39 per metterci dentro il tuo piedone nr. 43 e mezzo, quando dalla doccia strillo perchè l’accappatoio è troppo lontano e tu me lo porti e quando arrivi con un calzino blu e uno nero in mano e mi chiedi se sono uguali. Adoro stendere le lenzuola insieme a te, anche se a uno dei due, ogni tanto, scappa un angolo e sotto ci sono o Conny o Missy e allora le dobbiamo rilavare.
Mi piacciono le tue ciglia lunghissime e i tuoi occhioni, che quella volta hanno pianto insieme ai miei per quel bambino perso troppo in fretta e che mi hanno stretto il cuore…me lo hanno stretto perché, tu hai visto piangere me tante volte, ma io te solo due volte.
Non finirò mai di ringraziarti per le notti che hai passato in ospedale con me la scorsa estate…è stata dura, pensavo di non tornare mai più ad essere una persona normale, o meglio, di non essere più una donna normale, capace di camminare in tutti i sensi, ma soprattutto di ridere…
Oggi ti ringrazio anche per quel periodo di merda che abbiamo passato separatamente, quando dicevi di non amarmi più e io invece che, a tutti i nostri amici, ormai ridotta pelle ed ossa, dicevo con ostinata convinzione e con occhi spiritati: “tanto lo so che un giorno io e lui ci sposeremo! “.
Quel giorno è arrivato, è stato il 16 luglio 2006, un caldo micidiale, io che ridevo e cazzeggiavo sotto all’altare, facendo vedere la fede ai nostri amici che scattavano foto, e tu, tutto sudato, che invece chiedevi fazzoletti a tuo fratello perchè eri teso come una corda di violino. Tu sei arrivato alla fine di quella giornata con il vestito intatto, io con due vestiti (quello da sposa e quello da sera) strappati perchè ad un certo punto ho deciso di pogare, in più a piedi nudi, tanto che il giorno dopo, alle Maldive, non riuscivo a camminare perchè avevo le vesciche.
LA FRETTA, LA CALMA, questo è il nostro ritmo amore mio…e io non so spiegarmi meglio di così.
Come here, my love
I’ll tell you a secret
Come closer, now
I want you to believe it
I’ll tell you all the things
You want to hear
Don’t worry, baby
There’s nothing to fear
Hey, little girl
Would you like some candy?
Look into my eyes
I’ve seen it all
Hand in hand
Together we fall
We’ll sing and dance
And we’ll find romance
And we’ll stroll to the edge of the world