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Stop it…

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BASTA con le comunicazioni intimidatorie affisse in bacheca in ufficio…

BASTA con la disorganizzazione e la mal distribuzione del lavoro…

BASTA alla non valorizzazione delle capacità di ognuno all’interno del team di lavoro…

BASTA a chi prende 30 chiamate al giorno e a chi 30 in una settimana…

BASTA con le chiacchiere terroristiche di quel cretino del collega con le mèches, che si rasa i peli delle mani e che non fa sesso da un pò…

BASTA sentire i discorsi di chi si aggira in stanza senza fare niente (sempre quello che non fa sesso da un pò)…

BASTA alle provocazioni, alle maldicenze continue, all’intrusione nella vita privata, all’esclusione e all’isolamento…

BASTA a chi non difende la propria struttura e l’abbandona a se stessa…

BASTA alla mancanza dei ruoli quando servono…

BASTA ai responsabili poco attenti ai collaboratori…

BASTA al rumore e alla confusione che si crea intorno a me quando sono al telefono…

BASTA alla cartella di posta in arrivo di Outlook Express che non ce la fa più…

BASTA a chi si ostina ad inviare messaggi di posta elettronica nonostante Outlook dica che l’indirizzo del destinatario non è corretto…

BASTA agli aggiornamenti di XP che non fanno installare le stampanti degli utenti…

BASTA ai blocchi degli applicativi aziendali nelle ore di punta…

BASTA agli annunci di lavoro che mi arrivano per sostituire personale per un anno e dopo non si sa…

BASTA al mal di testa, alle lenti a contatto secche a fine giornata… 

BASTA a questo freddo e a questa pioggia… 

BASTA a questa settimana che è stata di una pesantezza infinita…

BASTA…NO???!!!!!

EVACONTROQUESTASETTIMANADIM***A!

Update…

Aggiornamento ore 17.30…Totale telefonate entrate fino ad ora all’Helpdesk 167…

La morte dell’orecchio sinistro….che poi perché il sinistro???….faccio tutto con la parte destra….vabbè….stanchezza imperante….

Tra un po’ monto il catetere sotto la sedia così riesco ad unire l’utile al dilettevole…

Ma mica finisce qui oggi!… alle 20.00 esco da questa stanzetta puzzolente per buttarmi in piscina….alle 22.30 finisco….alle 23.00 mangio….prima però mi asciugo i capelli….

Poi vado a dormire…e poi domani mattina sono di nuovo all’Helpdesk….

E il giro si chiude…

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CHIARO NO?

Welcome Vincent

Con questo post, voglio dare il benvenuto a Vincent Garcia anche lui approdato su WordPress…

Vincent è il chitarrista della nostra band…

nonchè mio personale maestro di chitarra…

Sono fiera di lui!

WELCOME VINCENT…

 

 Unida

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Gorgeous…

Domenica a Napoli, sono arrivata che la città ancora dormiva e a quell’ora ancora non sapevo che mi sarei innamorata di lei…

Ho passato una della giornate più belle della mia vita…

Adamo, mamma e papà mi hanno fatto da ciceroni…

E mi commuovo perché mentre scrivo ascolto la canzone che più la rappresenta…

E non mi riesco a riprendere e capisco Silvietta quando dice che vuole andarsene ma una parte di lei non riesce a distaccarsi…

Non l’avevo mai vista e adesso non me la tolgo più dal cuore…

Ed è vero che ha mille colori, e io sono andata lì con tante paure che però l’odore del mare, i panorami, la vista del Vesuvio, la finestrella di Marechiaro, Posillipo ed il vento hanno cancellato per una giornata…

Ho preso il caffè più buono del mondo al Gran Caffè Gambrinus, mi sono addentrata nei “quartieri spagnoli” che mi ricordavano Barcellona…e sono tornata bambina, con mio padre dietro che mi diceva: “ok adesso andiamo” e io che invece volevo andare più su e passare sotto i panni stesi… 

Napule è ‘na cammenata
inte viche miezo all‘ato
Napule è tutto ‘nu suonno
e ‘a sape tutt o‘ munno
ma nun sanno a verità.

Napule è mille culure
Napule è mille paure
Napule è a voce de‘ criature
che saglie chianu chianu
e tu sai ca nun si sulo”

Rid of me

Lick my legs I’m on fire
Lick my legs of desire

I’ll tie your legs
Keep you against my chest
Oh, you’re not rid of me
Yeah, you’re not rid of me
I’ll make you lick my injuries
I’m gonna twist your head off, see

Till you say don’t you wish you never never met her?

(Rid of me - PJ Harvey)

VIDEO

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X Adamo

Ed eccomi qui, con il mio piccì rosa sulle ginocchia, seduta sul mio bel divano vintage, il cane acciambellato ai miei piedi e la gattona sul bracciolo. Tu accanto a me,  guardi la televisione ed ogni tanto sbirci. Non ho mai festeggiato S. Valentino e nemmeno ho mai comprato un regalo da consegnare nelle mani di chi mi stava accanto, in quel momento. L’anno scorso, però, è stato particolare, ovviamente grazie a te e non a me….Ti sei presentato a casa con una gabbietta rossa che al suo interno conteneva una gattina piccolissima, non ci volevo credere… appena l’ho vista mi sono messa a piangere perchè era uguale identica al mio primo gattone Rudy…e così la nostra famiglia, in qualche modo, è cresciuta ed è stato un S. Valentino inaspettato ed indimenticabile.

Anche quest’anno,  mio amore, non ho nessun regalo per te, o meglio, niente di materiale, se non quello che mi sento di scrivere.

Il mio regalo per te saranno solo ed esclusivamente queste parole, le mie parole per dirti che, sei il mio mito, che mi piace un sacco quando mi chiami Principessa, che anche se all’inizio mi sono fatta desiderare parecchio, ero già mezza cotta quando mi hai fatto il bacia mano la prima volta che siamo usciti e che mi sono squagliata, senza fartelo vedere, quando mi hai detto: “Sto per arrivare al Circo Massimo, sto in moto, ho un giubbotto di pelle con un numero dietro….80, come 80 voglia di te!” (che non ha nulla a che fare con il film)

Mi piace quando la mattina esci prima di me e mi vieni a sbaciucchiare mentre dormo,  ma anche perchè hai tanta pazienza, perchè quando ti chiedo cento volte di seguito: “Amore, ce la faremo?” tu mi rispondi sempre ridendo: “certo che ce la faremo”. Perchè sopporti tutte le mie parolacce e le mie cadute di stile, che di me fanno tutto, tranne che una Principessa.

Mi piace quando stendi i panni e mi rimproveri perchè io li metto tutti appiccicati, senza senso, e mi sopporti anche se, nel giro di una settimana, ho bucato due volte la stessa ruota della macchina, spaccato il cerchione e  strusciato sul cancello del garage mentre si apriva, il tutto per la fretta di passare… e te l’ho confessato solo due giorni  fa, quando  tu , guardando il parafango hai detto: “Ci hanno strusciato la macchina…”…non ho resistito!  Se dovessi fare un paragone potrei dire che, io sono la FRETTA, tu invece la CALMA.

Mi fai troppo ridere quando fai l’imitazione della Vanoni e  prendi in giro Eddie Vedder, quando tenti di parlare in inglese, perchè sai che sto in fissa, tanto che, sopporti anche la musica a palla alle 7.00 di mattina che proviene da stazioni anglosassoni salvate sul mio pc, anche se non capisci niente di quello che dicono…

Mi piace guardarti mentre ti fai la barba, quando mi rubi le ciabatte nr. 39 per metterci dentro il tuo piedone  nr. 43 e mezzo, quando dalla doccia strillo perchè l’accappatoio è troppo lontano e tu me lo porti e quando arrivi con un calzino blu e uno nero in mano e mi chiedi se sono uguali. Adoro stendere le lenzuola insieme a te, anche se a uno dei due, ogni tanto, scappa un angolo e sotto ci sono o Conny o Missy e allora le dobbiamo rilavare.

Mi piacciono le tue ciglia lunghissime e i tuoi occhioni, che quella volta hanno pianto insieme ai miei  per quel bambino perso troppo in fretta  e che mi hanno stretto il cuore…me lo hanno stretto perché, tu hai visto piangere me tante volte, ma io te solo due volte.

Non finirò mai di ringraziarti per le notti che hai passato  in ospedale con me la scorsa estate…è stata dura, pensavo di non tornare mai più ad essere una persona normale, o meglio, di non essere più una donna normale, capace di camminare in tutti i sensi, ma soprattutto di ridere…

Oggi ti ringrazio anche per quel periodo di merda che abbiamo passato separatamente, quando dicevi di non amarmi più e io invece che,  a tutti i nostri amici, ormai ridotta pelle ed ossa, dicevo con ostinata convinzione e con occhi  spiritati: “tanto lo so che un giorno io e lui ci sposeremo! “.

Quel giorno è arrivato, è stato il 16 luglio 2006, un caldo micidiale, io che ridevo e cazzeggiavo sotto all’altare, facendo vedere la fede ai nostri amici che scattavano foto, e tu, tutto sudato, che invece chiedevi fazzoletti a tuo fratello perchè eri  teso come una corda di violino. Tu sei arrivato alla fine di quella giornata con il vestito intatto,  io con due vestiti (quello da sposa e quello da sera) strappati perchè ad un certo punto ho deciso di pogare, in più a piedi nudi, tanto che il giorno dopo, alle Maldive, non riuscivo a camminare perchè avevo le vesciche.

LA FRETTA, LA CALMA, questo è il nostro ritmo amore mio…e io non so spiegarmi meglio di così.

Come here, my love
I’ll tell you a secret
Come closer, now
I want you to believe it
I’ll tell you all the things
You want to hear
Don’t worry, baby
There’s nothing to fear
Hey, little girl
Would you like some candy?
Look into my eyes
I’ve seen it all
Hand in hand
Together we fall
We’ll sing and dance
And we’ll find romance
And we’ll stroll to the edge of the world

Don’t analyse, that would paralyse your evolution

Settimana introspettiva questa appena passata…è riapparsa nella mia vita una persona che non sentivo da un pò…una persona che mi ha fatto tanto male.

Il male che mi ha fatto, mi ha portato ad aprire questo blog, con questo nome. Di lei non ho ancora mai parlato approfonditamente qui, ancora non me la sento e questo mi fa ancora più male, perchè mi fa credere di non avere coraggio.

Questa persona è stata denunciata da me, dovrebbe essere una professionista nella sua materia, ma con me non si è comportata come tale. Ho denunciato i suoi comportamenti all’ordine a cui appartiene, ed ora che ha ricevuto questa lettera dalla commissione deontologica dello stesso ordine e per lo più, dopo tre anni, si rifà viva per dire che tutte le cose che ha detto, le ha dette per il mio bene e non per il suo.

Maledetto il giorno che le ho affidato la mia sacrosanta psiche.

Born to be wild

Il più bel viaggio l’ho fatto su di lei.

La tratta era: Roma-Ancona-Zadar-Isola di Pag e viceversa.

Io, Adamo, uno zaino, un fornellino, una tenda igloo, tra l’altro senza telo esterno, dimenticato a Roma…e un pezzetto di illegalità nascosto da qualche parte, da fumare all’arrivo….della serie Easy rider…

Vento in faccia, la voce del motore e i miei occhi catturati un pò dal paesaggio e un pò dalla linea della strada.

Muscoli e sedere dolenti che quando scendi senti solo la testa e ti senti ubriaca d’ aria…e nella mente una canzone che fa:

Like a true nature’s child
We were born, born to be wild
We can climb so high
I never wanna die

Born to be wild
Born to be wild

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Point of view…

Anche un freddo computer può dare calore… sometimes…

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